Storia del territorio

Il territorio della Doc Piave è racchiuso in una vasta pianura che si estende dai confini nordorientali della provincia di Treviso con il Friuli fino alla foce del Piave, a Cortellazzo; dalle colline di Conegliano e del Montello fino al primo entroterra della città di Venezia. In questa vasta area (che rappresenta una delle Doc più estese dell'Italia settentrionale) la vite è coltivata da almeno tre millenni, come testimoniano numerosi reperti preistorici. Sono verso i primi anni del Novecento venne razionalizzata la coltivazione attraverso l'impianto di numerosi vigneti secondo le indicazioni degli studiosi della vicina Stazione sperimentale di viticoltura di Conegliano. Vennero inoltre bonificati circa 3.000 ettari per la coltivazione. A una diversificata costituzione pedologia si affianca una realtà climatica con temperature minime e massime dai netti gradienti, escursioni termiche che si portano sui massimi valori nella parte nordest della Doc, temperature più calde al di sotto della linea Motta-Oderzo e precipitazioni di entità variabile da un'area all'altra.

L'area della Doc Piave presenta una grande varietà di terreni e microclimi, che consente di ottenere vini particolarmente differenziati tra loro da numerosi diversi vitigni. Difficile, quindi, definire "un carattere generale" per i Vini del Piave, diversi tra loro per tipologia e storia, ambiente e tradizioni di lavorazione: situazioni nelle quali numerosi vitigni internazionali - presenti nella zona fin dalla fine dell'Ottocento - hanno trovato habitat felice e declinazioni particolari che ne esaltano caratteristiche tipicamente "locali", frutto di una terra generosa ma anche di una tradizione vitivinicola aperta da sempre alla ricerca e alla sperimentazione. In un territorio così vasto e diversificato sono numerose le tipologie di vitigni presenti, come testimoniano le molte tipologie di vini a Denominazione di Origine Controllata prodotti, ma è grande anche l'importanza e di altri vini, privi della denominazione, ma noncerto di attrattiva. Se, infatti, Merlot, Cabernet Sauvignon e Carmenère sono i vitigni a bacca nera più coltivati e diffusi, sicuramente è il Raboso Piave il vitigno e quindi il vino più rappresentativo dell'intera area. Parimenti, se il Pinot Grigio ha trovato nell'area del Piave un habitat felice e conosce una crescente richiesta del mercato, uno dei vini bianchi più interessanti dell'intera area è il Manzoni Bianco, realizzato con il più noto dei numerosi incroci creati dal prof. Luigi Manzoni nella Scuola Enologica di Conegliano (incrociando per impollinazione Riesling Renano per Pinot Bianco), vino che il Consorzio auspica di poter portare presto a fregiarsi della Doc.